Il volo del gabbiano
Caterina Traina, febbraio 2025

È mattina, il sole splende già alto, le onde del mare increspano la baia, gruppi di gabbiani volteggiano nel cielo e poi planano in acqua con l’intento di catturare I pesci. Sembrano danzare e i loro versi rumoreggiano per tutta la spiaggia.
Un pescatore ha già buttato la sua lenza in mare aspettando il momento giusto. Quando si accorge di un gabbiano ferito, caduto sulla sabbia. Non riesce ad alzarsi, ha un’ala malandata, sta lì inerme. Il pescatore si avvicina con delicatezza, lo prende cercando di non fargli male, lo avvolge tra le braccia. Cerca nella sua barca un cestino, lo trova e ci mette una copertina, così adagia il gabbiano. In cielo c’è frastuono, gli altri gabbiani cercano i loro amico. Non sapendo cosa fare, chiama la guardia costiera che si precipita con un esperto di fauna marina. Appena giunti ringraziano il pescatore e prendono in consegna il gabbiano ferito. L’esperto capisce subito che il gabbiano era stato ferito a causa dei sassi tirati da qualche ragazzino poco propenso al rispetto della natura. Il pescatore aveva notato dei ragazzini sulla spiaggia che disturbavano e li aveva ammoniti, però non immaginava che prendessero di mira i gabbiani. La guardia marina decise di intervenire con una sensibilizzazione tra le spiagge e parlare con i ragazzi nelle scuole del rispetto della fauna marina. Il pescatore andava ogni giorno a trovare il gabbiano per vedere come stava. Faceva progressi e tra qualche giorno avrebbe ripreso il volo. L’iniziativa della guardia costiera ebbe successo e i ragazzini capirono la lezione. Fu una gioia vedere il gabbiano prendere il volo, volteggiare tra le onde insieme agli altri gabbiani.
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