Carletto e la maschera

Caterina Traina, marzo 2025

Il racconto è letto da Elevenlabs

Carletto si era trasferito nella grande città insieme alla mamma. Si abituarono subito ai ritmi frenetici della metropoli; la mamma andava a lavorare in un ristorante e lui, da bravo scolaro, andava a scuola. Carletto chiese alla mamma se potesse festeggiare il suo compleanno con i suoi compagni di scuola. All’inizio, la mamma era un po’ preoccupata di organizzare la festicciola, perché Carletto era un bambino fragile e aveva paura che gli altri bambini si comportassero male con lui e che si facesse male, dato che da una gamba zoppicava. La mamma lo proteggeva e lo teneva al riparo da chi lo trattava male, ma vedendolo così felice, gli diede il consenso.

Ricordava il primo giorno di scuola di Carletto, quando, con la sua andatura zoppicante, entrò in classe e si presentò ai suoi compagni con un grande sorriso. Si fece subito voler bene da tutti e anche le maestre erano orgogliose di lui. Qualche bambino cercava di metterlo in difficoltà, prendendolo in giro, ma lui mostrava sempre il sorriso.

La mamma preparò per la sua festa tanti biscotti e dolci, oltre a una torta al cioccolato. Tutti si radunarono intorno al bambino, cantando la canzoncina degli auguri. C’era tanta allegria e tanto chiasso. A rallegrare la festa fu invitato anche un pagliaccio che si esibiva in giochi e attività ricreative, portando con sé delle maschere colorate che i bambini indossavano con tanta gioia.

Alla festa, qualche bambino usò la maschera sul viso per spaventare e fare dispetti a Carletto, ma il bambino, come sempre, li ignorava. A un certo punto, un altro bambino salì su un albero del giardino e stava per cadere; Carletto, indossando la sua maschera colorata, coraggiosamente cercò di aiutarlo, salendo anche lui sull’albero. Voleva dimostrare a tutti, e soprattutto a sua madre, che non era poi così fragile e che poteva fare tutto.

Tutti guardavano atterriti, ma il bambino riuscì, con grande tenacia, a riportare giù il suo amico; tutti lo applaudirono. La mamma corse ad abbracciare suo figlio e, Carletto, disse alla madre che la maschera gli aveva dato coraggio. I bambini che gli avevano fatto i dispetti gli chiesero scusa e gli chiesero se volesse diventare loro amico.

La festa continuò, rendendo felici tutti. Le maschere usate per fare i dispetti e per mettere paura furono bruciate nel fuoco.

Immagine di freepik</a>

Translate

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.