L’umiliazione
Caterina Traina, marzo 2025

Andrea si era trasferito in una nuova città e frequentava la scuola media. Era un bravo ragazzo, piuttosto riservato e schivo. Gli piaceva stare con i suoi amici di classe e aveva tentato di inserirsi nel gruppo di Ivano, pensando che sarebbe stato divertente. Ma ben presto le cose cambiarono drasticamente perché Ivano, il bullo della classe, iniziò a prenderlo di mira e a fargli dispetti. Ciò portò Andrea a diventare lo zimbello degli altri compagni di classe. Pur cercando di evitare i problemi per non deludere i suoi genitori, andare a scuola era diventato un incubo. Veniva spesso picchiato e gli rubavano la merenda o le scarpe. Si nascondeva nella sua stanza per piangere, spesso senza nemmeno mangiare. I genitori, vedendolo nervoso e cambiato, erano preoccupati per lui, ma non potevano capire la sofferenza che provava. Anche se si sforzava di sorridere, dentro di sé aveva una rabbia e una sofferenza profonda. I genitori pensarono che forse stesse facendo uso di droghe e il cambiamento fosse una conseguenza di ciò.
Un giorno, i suoi compagni lo convinsero a partecipare a una gara di resistenza, che sarebbe stata postata sui social per avere più follower. Organizzarono un gioco crudele in cui lo fecero entrare in una bara sotterranea e poi lo lasciarono lì. Andrea era terrorizzato perché si rese subito conto che era un inganno. Fortunatamente un guardiano lo sentì gridare e lo liberò con l’aiuto della polizia. Il ragazzo fu portato in ospedale e solo allora confessò ai suoi genitori e alla polizia cosa gli avevano fatto i suoi compagni di classe.
I colpevoli furono denunciati e Andrea tornò finalmente a sorridere. L’umiliazione era finita.
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