Le cose
Giuseppe Pugliese, marzo 2025

1) le cose che ho da fare;
2) le cose che effettivamente farò;
3) le cose che ho fatto;
4) le cose che non farò;
5) le cose che eviterò accuratamente di fare.
Segue analitica elencazione delle singole voci.
Si lo so che sembra un po’ una lista della spesa, ma se non faccio così, se non scandisco a me stesso tempi e modi finisce che poi non combino nulla. Soprattutto di buono.
6) le cose che probabilmente riuscirò a non fare a meno di non esservi proprio costretto.
Questa l’avevo dimenticata. Non ho grande memoria. Mi servirebbe un supporto esterno, per cui secondo me faccio proprio bene a scrivere, a prendere appunti sul da farsi.
Saranno pure mezzucci ma mi aiutano a campare, ad andare avanti senza grosse difficoltà.
È che c’ho poca volontà io… in particolare per i “doveri”, per tutte quelle faccende che devi fare e non vorresti, come lavare, stirare, spazzare per terra. Che finisce che li eseguo nella sequenza sbagliata ed allora è quasi peggio che non averli mai portati a compimento.
Compimento poi, che parola desueta. Ogni azione è compiuta se completata.
Incompiuta se l’hai lasciata lì a metà, abbandonata a se stessa; in attesa di un destino, di un finale che, probabilmente, non si compirà.
Anche gli anni si compiono ed è un po’ la stessa cosa.
Scorriamo lungo un percorso senza sapere a che punto dello stesso siamo.
Ci aiutano le statistiche, le aspettative di vita, i dolori che aumentano e, nel mio caso, una calma interiore che non sapevo di avere.
E poi all’improvviso si smette di compierli. Senza che si possa programmarlo, senza aver messo tutto a posto, prima.
Insomma arriva la sottrazione finale, quella che vanifica le addizioni di tutta una vita.
Quella con la quale dovranno fare i conti quelli che restano. Quelli che ti hanno voluto bene e quelli che forse si accorgeranno solo ora di quanto già gli manchi e mancherai.
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